VILLAGGIO CAMPING PINETA CLUB
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button

Escursioni e immersioni

LE PIU' BELLE IMMERSIONI A PALINURO E NEL MARE DEL CILENTO

Immersioni

Capo Palinuro è famoso a livello internazionale per la possibilità di effettuare delle bellissime immersioni durante tutto l'anno.

Il mare incontaminato della splendida costa cilentana offre innumerevoli punti d'immersione, custodendo un ampio campionario di specie ittiche.

Secche, relitti, cigliate che scendono verticali nel blu profondo, distesi posidoneti, prova dell'ottima qualità di queste acque, sono solo alcune tra le caratteristiche di questi fondali.

Per gli amanti della speleologia subacquea, la Grotta Azzurra in località Punta Quaglia, la Grotta del Presepe in località Punta Galera, sono solo alcune delle innumerevoli possibilità di immersione che questo mare offre.

IL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E DEL VALLO DI DIANO

Parco del Cilento

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, secondo Parco Italiano per estensione, rappresenta senza dubbio uno dei più importanti complessi biogeografici dell'Italia Meridionale. La sua peculiare posizione geografica, le sue coste, i suoi corsi d'acqua, che hanno spesso scavato orridi e gole, i suoi massicci montuosi, conferiscono al territorio una variegata orografia che si estrinseca in una notevole varietà e complessità di ambienti.

Quì dominano grandiosi e selvaggi boschi di faggio rifugio del Lupo, si aprono grotte e scorrono acque limpide e fresche regno del Merlo acquaiolo e della più numerosa popolazione Italiana di Lontra, si innalzano vette e rupi montane sorvegliate da Falchi ed Aquile, si annidano e si confondono grotte e santuari rupestri, abbazie e mura antiche, piccoli centri e vetusti borghi medioevali ancora abitati dal meraviglioso Popolo Cilentano.

Ed in questi ambienti l'uomo da circa mezzo milione di anni (Paleolitico medio), ha vissuto lasciando le sue tracce nelle grotte, ha scolpito nella pietra la sua immagine, ha innalzato templi e fortezze, ha conservato il mito del "Timoniere Palinuro" ha sognato ascoltato il canto della "Sirena Leucosia".

Ma l'Uomo ha anche rimodellato e trasformato l'originario paesaggio naturale abbattendo boschi per costruire navi, incendiando la macchia per curare gli armenti, terrazzando le aride colline per coltivare la vite, l'ulivo, addomesticando il castagno, gli alberi da frutta, gli ortaggi.
Il risultato è dunque un ambiente in cui l'antropico ed il naturale sono sovente fusi in un singolare paesaggio, in un equilibrio armonico, unico ed indivisibile, intatto ed immutato anche grazie al rispetto che il Popolo Cilentano ha avuto per la Natura e per la sua Storia.

Questa Millenaria simbiosi è oggi percepibile nella ricchezza di riti e tradizioni, nelle produzioni tipiche e, soprattutto, nel grande senso di ospitalità di questa Terra.

ELEA - VELIA

Elea Velia

"Elea" fu fondata nel 540 a.c. dai Focei fuggiti dalla Grecia per non sottomettersi alla dominazione Persiana.

Lo spirito libero di questo popolo lo portò a peregrinare nel mediterraneo e poté avere soddisfazione tra le stupende colline dove i Focei costruirono la loro città, la fortificarono, la dotarono di due porti e ne fecero un luogo di scambi commerciali e culturali. La scuola di pensiero che vi fiorì influisce ancor oggi il pensiero occidentale.

Con la definizione della metafisica la scuola Eleatica ebbe in Parmenide la sua più alta espressione. La scuola medica fu il seme della rinomatissima scuola Medica Salernitana.


Elea rimase autonoma anche dai Romani che ne fecero un luogo di villeggiatura per le sue terme e la mitezza del clima apprezzate da Cicerone, Paolo Emilio ed Orazio, che ne decantarono anche le doti. Dopo l'uccisione di Cesare, Bruto vi si rifugiò e Marcantonio al suo inseguimento non entrò mai a Velia per non infrangerne l'indipendenza.

I recenti scavi hanno riportato alla luce sontuose terme sia di periodo Greco che Romano.

Altro punto fondamentale ed unico è rappresentato dalla porta rosa famoso per essere l’unico esemplare di arco greco.

PAESTUM

Paestum

Quella di Paestum è senza ombra di dubbio una delle aree archeologiche più estese e meglio conservate che testimoniano i fasti della Magna Grecia. L'escursione si completa con la visita del museo nazionale che conserva, tra i tanti importanti reperti, il famoso affresco "del tuffatore" di Posidonia.

 

Poseidonia fu fondata dagli "Achei" nel VII° secolo a.c..
La possente cinta muraria che si snoda per 4.750 metri; i tempi dorici: la Basilica, il Tempio di Nettuno, il Tempio di Cerere; la pianta della città ancora pienamente visibile; costituiscono uno dei più imponenti complessi architettonici della Magna Graecia.

Nel IV° secolo a.c. la greca Poseidon divenne la Lucana Paistom, nel secolo successivo l'arrivo dei Romani tramutò il nome in Paestum. Il Museo Nazionale è ricchissimo di reperti, affreschi, suppellettili ed opere d'arte come l'affresco del tuffatore.

GROTTE MARINE DI CAPOPALINURO

Grotte Marine di Capopalinuro

Le grotte di Capo Palinuro sono state forse il simbolo che ha reso famosa tutta questa zona; la famosa grotta azzurra conosciuta anche a livello internazionale per le sue manifestazioni marine uniche e rare tanto da essere meta di studiosi biologi provenienti dalle più famose università europee.

Ma non solo la grotta azzurra, anche la grotta del sangue, d’argento e dei monaci e l’incantevole baia del “Buon dormire”.

L’escursione con partenza dal porto locale ha una durata di circa due ore e mezza che permettono di apprezzare al meglio tutte le bellezze di questo stupendo promontorio.

Ma non solo la grotta azzurra, anche la grotta del sangue, d’argento e dei monaci e l’incantevole baia del “Buon dormire”.

L’escursione con partenza dal porto locale ha una durata di circa due ore e mezza che permettono di apprezzare al meglio tutte le bellezze di questo stupendo promontorio.

 

BORGO FANTASMA DI SAN SEVERINO

BORGO FANTASMA DI SAN SEVERINO

Il tour inizia con il transfert dalla struttura ricettiva verso il borgo fantasma di San Severino Il Borgo Medioevale di "San Severino di Centola" è un paese fantasma disabitato da mezzo secolo. Situato in posizione dominante sulla Valle del Mingardo, si trova sui dirupi della "Gola del Diavolo", dove nel 1075 fu ucciso in un'imboscata il Longobardo Guido, Conte di Policastro.

Le origini di San Severino sono legate ai Longobardi che costruirono sul colle una torre di avvistamento, poi fu costruito il castello e man mano si sviluppò l'intero casale sul crinale.

Percorrendo le vie che si ramificano tra le case abbandonate ci si immerge in un'atmosfera surreale ed è possibile osservare uno spaccato della vita rurale di un Cilento che non esiste più.

CERTOSA DI PADULA E GROTTE DI PERTOSA

CERTOSA DI PADULA E GROTTE DI PERTOSA

La Certosa di San Lorenzo di Padula fu fatta erigere nel '300 dalla famiglia San Severino, Signori del Cilento.

Architettonicamente vi si riconosce in pianta la forma di una graticola, a ricordo della morte di San Lorenzo, che fu arso vivo proprio su una graticola.
Con i suoi 50.000 mq è la più grande d’Italia.
La Certosa è giunta a noi ottimamente conservata con le sue cappelle, le sale ed il parco.

L’escursione prosegue per la località di Pertosa sede delle famose grotte dell’Angelo la cui origine risale a 35 milioni di anni fa. Le grotte si snodano per 2.500 mt attraverso cunicoli, grotte e caverne.
Momento suggestivo è rappresentato dal traghettamento su un lago originato da un fiume sotterraneo.

OASI WWF DI MORIGERATI E GROTTE DEL BUSSENTO

OASI WWF DI MORIGERATI E GROTTE DEL BUSSENTO

L'oasi WWF di Morigerati racchiude uno dei siti di maggior interesse naturalistico della regione.
Il fiume Bussento è protagonista e custode dei paesaggi, delle grotte e degli ecosistemi tipici di questo parco.

Il fiume ha un tratto sotterraneo che per la natura carsica del suolo ha permesso la formazione di un complesso reticolo di grotte e che ha prodotto anche cascate e laghetti sotterranei, in buona parte ancora inesplorati.

La cavità della risorgenza della "Grotta del Bussento è una spettacolare forra(incisioni provocate dai percorsi fluviali) che si articola in una galleria principale in cui scorre il fiume e un ramo fossile percorribile invece a piedi.

Share by: